Questa pagina segue il Napoli calcio nel campionato italiano di serie A perché esso rappresenta ben più che una squadra di calcio e merita enorme attenzione da parte di tutti i duosiciliani esulando nettamente dal mero campo sportivo. Lo fece capire chiaramente il grande Angelo Manna (di cui fui onoratissimo amico e collaboratore) che profetizzò il luogo per far partire la nostra risurrezione. Dopo decenni di impegno costante, puntiglioso e rischioso il messaggio che quelli come me hanno lanciato ripetutamente, in maniera indiretta e diretta, ai tifosi veraci del Napoli ha prodotto finalmente un importantissimo risultato concreto, proprio nel luogo indicato dal grande Angelo. Questo è uno sprone e un punto fermo, non certamente di arrivo, che caratterizzerà il nostro camino: il Napoli ancora campione IN Italia (e non d’Italia) e lo scudetto tricolorato capovolto (in segno spregiativo) e con la didascalia BOTTINO DI GUERRA non lascia dubbi sui sentimenti di questi giovani napolitani che dichiarano di essere svegli e consapevoli. In preparazione del centenario della nascita della società calcistica è necessario e ormai urgente ritornare al simbolo antico di Neapolis, con il cavallo al psto del “ciuccio” gradito agli italiani. Ecco perché per noi l’immagine di quest’anno sarà questa del destriero partenopeo che calpesta il quarto scudetto, pur conquistato, in segno di superirità e di più grandi aneliti. Siamo infatti campioni (indigesti) sull’Italia (matrigna). Staremo a vederne delle belle!…
Per ogni partita vi sarà un telegrafico commento con una speciale tabella che giudicherà nell’ordine Società, Allenatore, Squadra, Tifosi e Palazzo. Infatti questi cinque elementi determinano i risultati. I primi tre interni, con la Società che influenza il comportamento di allenatore e giocatori con la sua gestione e le reazioni dei destinatari della stessa. Il quarto costituito dall’immensa schiera del pubblico partenopeo che può far pressione sugli altri fattori. Il quinto le autorità calcistiche a cominciare dagli arbitri che poco dovrebbero influire su un’attività sportiva, tanto più nell’era del VAR.
V.G.
14° giornata 8 dicembre 2025
GIÁ FORTI CON TANTI ASSENTI…
Nonostante tanti titolari assenti per infortunio il Napoli sta finalmente esprimendo un rendimento eccellente che potrebbe far volare la fantasia oltre la realtà riflettendo anche sui tanti gol mancati per un soffio dalla attuale rosa disponibile. Logicamente il futuro si dovrebbe prevedere lusinghiero perché questa squadra ha dimostrato anche si saper soffrire pur di ottenere il risultato. L’auspicato e anticipato feeling ritornato alla grande tra tecnico e giocatori, con la proprietà che non dà segni incongrui, giustifica questo ottimismo che però bisogna limitare per i purtroppo famosi elementi esterni, tutt’altro che casuali, che aspettano nel lungo e variegato cammino che non è nemmeno arrivato a metà strada. Riteniamo sempre fondamentale l’apporto dei tifosi veraci che, come nel recente passato, hanno in mano i destini di questo segno tangibile della identità partenopea. A Conte l’alto compito di operare sulla testa dei singoli per smussare velleità, invidie, personalismi e ogni sorta di atteggiamento capace di distogliere ogni tassello di questa splendida compagine che si va sempre più delineando.
13° giornata 30 novembre 2025
IL RICOMPATTAMENTO DEI CAMPIONI
Il dopo Bologna presenta ormai tre prestazioni di apprezzabile livello del Napoli con altrettante vittorie di cui, quella all’Olimpico, di grande spessore contro un’illusa ex capolista che va oltre il punteggio di misura per una superiorità costante nell’arco di tutta la partita. Ciò, nonostante la falcidia, ancora in corso, per gli infortuni che assottigliano la rosa. Quando la testa è serena e vogliosa anche il fisico risponde positivamente offrendo uno spettacolo di efficienza mai prima visto con anticipi vincenti nei duelli, con numerose palle-gol, con opportuni cambi finali per distribuire al meglio gli sforzi. In questo mese di incontri decisivi, nazionali e internazionali, sta finalmente emergendo il talento dei campioni scudettati che fanno intravedere importanti traguardi ai tifosi pronti a reinnamorarsi pazzamente dei loro beniamini. Si sta per concretizzare quell’armonia dei fattori interni che è l’unico baluardo di fronte alla tracotanza di antagonisti più forti e più raccomandati…
12° giornata 22 novembre 2025
TREGUA INSTABILE O PRODIGIOSA RESIPISCENZA?
Dopo la bufera successiva alla letale Bologna il Napoli ha battuto nettamente, con un primo tempo esemplare, l’insidiosa squadra bergamasca con l’esplosione anche della tanto vituperate ali di attacco finalmemte a segno. In mancanza di chiare informazioni si deve reputare che tra tecnico e giocatori sia avvenuto una sorta di frettoloso patto a salvaguardia della dignità di ognuno. Il calo, non grave ma evidente, nella ripresa non va sottovalutato. Quindi il miglioramento parrebbe essere temporaneo ed esporrebbe la squadra ad altre magre figure nel momento topico. A meno che Conte non sia riuscito, magari con l’ausilio di qualcuno ancora fuori per strascichi di infortunio, a iniziare a scalfire l’animo dei riottosi aprendo al recupero completo del necessario amalgama. Quest’ultima ipotesi pretenderebbe il rinsavimento generale dei caporioni, il che è assai difficile da immaginare. Però la loro persistente opera di contrasto potrebbe stavolta essere numericamente quasi irrilevante e pertanto debellabile dal responsabile principale dello spogliatoio coi pieni poteri accordati dalla società e l’afflato pressoché unanime dei calciatori. Ovviamente saranno i prossimi eventi a far delineare la verità cominciando dall’ultima spiaggia in Champions infrasettimanale. Noi vogliamo credere ancora in Conte che, nonostante il passato da nemico e gli errori fatti qui, risulta alquanto stregato da quella che lui stesso ha definito la capitale del sud…
11° giornata 9 novembre 2025
FATALE RICADUTA
Da un po’ di tempo andiamo discorrendo sui problemi che attanagliano la testa dei giocatori del Napoli e che impediscono loro di attuare le direttive dell’allenatore con tutti i ripetuti risultati di delusione capitati, specialmente in Champions dove solo un miracolo potrà dare la qualificazione alla fase successiva. Dopo la figuraccia bolognese, che getterà vergogna per tanto tempo, le esternazioni di Conte rivelano ufficialmente la rottura con lo spogliatoio con conseguente perdita di autorità del responsabile principale. Ben altra sarebbe dovuta essere la terapia per uscire da questo circolo vizioso piuttosto che alzare le mani come ha fatto ieri il tecnico. Quello che veramente brucia è la persistenza nella rosa di personaggi e mentalità sovversivi che da troppo tempo hanno minato il complesso. Basti riflettere sul successo dell’anno passato accaduto grazie ai passi falsi interisti ma senza una decorosa rincorsa finale dei partenopei, come dimostra il punticino di differenza dopo vari scellerati pareggi interni e esterni con compagini inferiori e senza particolari motivazioni. Questo pernicioso aggregato che fomenta dietro le quinte se non viene sradicato proseguirà ad essere una spada di Damocle per continuare con Conte, ipotesi quasi impensabile, o con un sostituto, di qualsiasi livello. Questa mancata soluzione è stato l’errore fatale dopo i periodi di Ancelotti, Garcia, Gattuso, Spalletti; fatale come la ricaduta della squadra nella catatonica performance in terra felsinea.
10° giornata 2 novembre 2025
UN INTOPPO PERDONABILE
Quando una squadra di serie A si colma di giovani calciatori con un omologo tecnico che gli ordina di fare come se fossero nelle serie inferiori, cioè con l’unico scopo di giocare durissimo e perdere tempo per non uscire sconfitti come da previsione, e quando essi s’incrociano con una direzione di gara assolutamente incapace (o forse addirittura così preparata…) ad applicare il regolamento, non può che sortire uno squallido risultato a reti bianche se un briciolo di buona sorte non aiuta gli avversari. Naturalmente chi è forte deve anche superare tali sleali metodi ma la convalescenza pisco-fisica degli azzurri (in vomitevole casacca Halloween!) può far considerare questo mezzo, ma poco rilevante passo falso, solo un errore veniale. il Napoli infatti sta crescendo, sta recuperando elementi fondamentali, sta per affronatare la parte centrale della stagione in maniera adeguata per non deludere nemmeno il solito pubblico di casa che, per la sua già evidenziata composizione, raramente riesce a far sentire lo storico fattore del “dodicesimo uomo” in campo.
9° giornata 28 ottobre 2025
PROVE DI AMALGAMA
Il percorso psico-riabilitativo della rosa dei giocatori prevede la necessaria fusione tra vecchi e nuovi per far esprimere alla squadra un’univoca volontà di successo. I ricambi sul campo di un Lecce sempre poco fortunato hanno prodotto una partita non brillante nè coinvolgente che solo a stento ha visto il prevalere dei tetracampioni. I lavori sono ovviamente in corso e non possono durare quanto si vorrebbe, ma l’avanzamento è innegabile anche perché il Napoli ha lasciato l’impressione che in qualunque modo avrebbe preso i tre punti in Salento, anche se il fantasmagorico rigorino fosse stato realizzato dai padroni di casa. Questo Napoli è ancora in cura ma ha un aspetto multiforme che apre ad ogni aspettativa. Tocca a Conte incanalarlo sui risultati positivi in modo che la terapia possa funzionare pienamente perché attuata in maniera ottimale. Il problema che permane, assai pesante, è la molteplicità di infortuni da cattivo allenamento che si sussegue anche con la stella riconosciuta KDB. Appare attualmente il vero ostacolo, senza soluzione a breve, che può frenare l’ambizioso cammino degli azzurri. Il fattore extra, che solo all’ombra del Vesuvio agisce appieno, ossia la speciale tifoseria napolitana può tuttavia accompagnare l’arduo percorso e colmare addirittura le mancanze per i degenti e i possibili intransigenti.
8° giornata 25 ottobre 2025
BUONA LA PRIMA SEDUTA DI ANALISI
Dopo la disastrosa e vergognosa débâcle in Champions , Conte ha dovuto giocoforza affrontare lo scollamento più che palese nello spogliatoio. Un primo approccio, frettoloso e teso, che però ha generato subito l’inattesa vittoria contro la superfavorita compagine lombarda. Ora la terapia non potrà che seguitare proprio in mezzo a un vero tour de force che potrebbe segnare indelibilmente la stagione in corso. Permane il problema che non si può dibattere con gli impegni ravvicinati in arrivo, quello degli infortuni eccessivi non dovuti a scontri con gli avversari, che ha privato ultimamente la squadra di Meret (?) e poi dopo pochi minuti di gioco (e di gol) il top player De Bruyne. Paradossalmente quest’ultimo fatto potrebbe agevolare il ritrovamento della grinta dell’anno passato. Oppure, per lo meno rassenerare l’ambiente prioprio con i buoni risultati in modo che gli innesti previsti dei campioni in infermeria non provochino troppi scomnvolgimenti mentali e quindi danni alla squadra azzurra. L’entusiasmo dello stadio partenopeo è un altro buon auspicio che si sta per imboccare la strada giusta.
7° giornata 18 ottobre 2025
SCONFITTA DELLA PRESUNZIONE
Presuntuoso chi aveva sottovalutato i granata, presuntuoso che aveva schierato una squadra rivolta al palleggio ma non al gol, presuntuoso chi aveva tenuto a riposo atleti nei loro anni migliori (a meno di obiettivi rischi d’infortunio), presuntuoso chi ha passeggiato per quasi tutta la gara certo di centrare il risultato, presuntuoso chi ha creduto di risolvere nei minuti estremi con clamorosi ribaltamenti tutti i precedenti errori. La conclusione è un’amarasconfitta con una squadra mediocre che però ha approfittato delle circostanze e ha lottato con grinta per tutto il tempo con anticipi e abnegazione assolutamente assenti tra gli scudettati partenopei. Non scotta tanto il fatto ma il modo con cui si è perso nell’invisa terra piemontese. Forse in vista dell’imminente trasferta europea hanno tirato tutti il fiato e rabbonito la mente? Non reputiamo proficuo un tale atteggiamento perché i problemi emersi non sono legati al dispendio di energie fisiche bensì al guazzabuglio che centrifuga in troppe teste e che appanna in maniera lampante le prestazioni dei più, in campo e fuori campo. Il Napoli appare un’armata poderosa e temuta ma con comandanti e sottocomandanti carenti nella chiarezza strategica e tattica. Solo la fortuna può debellare un morbo inavvertito e conseguentemente non curato affatto…
6° giornata 5 ottobre 2025
UNO SQUADRONE IN GESTAZIONE?
Ennesima vittoria di misura del Napoli capolista su un rivale fanalino di coda. Dopo un primo tempo dissennato e in svantaggio nella ripresa c’è stata una reazione bastante a sottoporre i baldi ragazzi genoani, in evidente calo fisico. Ciò è sufficiente per alimentare dubbi e perlessità, già chiaramente espressi, su questa compagine scudettata e con ambizioni europee. Non crediamo che in questo nuovo stop del campionato vi sia la sospirata terapia psicologica per migliorare il rendimento generale, perché è assente questo fondamentale aspetto del training nei discorsi di Conte. Come pure non è affrontato il problema degli infortuni non traumatici che flagellano tanti giocatori azzurri di primissima fascia. Si va avanti allora con faciloneria e presunzione? Difficile che un esperto allenatore si comporti in tal modo. L’unica possibilità prevedibile è un piano serio, arduo e chiaro che si sta seguendo, con l’adeguata durata dei cicli, per condurre il gruppo al livello che i tifosi veri vorrebbero già conseguito in questi primi mesi della stagione. Naturalmente è quello che ci auguriamo vivamente e che il prosieguo del cammino farà emergere in manierra sempre più nitida e determinante. La gestazione è lunga e dolorosa ma può far partorire qualcosa di memorabile come le migliori gesta del passato.
5° giornata 28 settembre 2025
UN’AVVENTATA TRASFERTA…
Senza dar seguito all’approfondimento sui problemi già insorti, e pubblicati la volta scorsa, la squadra è stata presentata nel difficile crocevia lombardo con evidenti debolezze negli uomini (contati in retroguardia) e soprattuto nelle teste. Incapace di sfruttare l’uomo in più (quando di recente si era detto ben altro…) nel momento topico della partita il Napoli ha perso l’antica imbattibilità. Quello che preoccupa può essere condensato nei takle che sono affrontati con scarsa determinazione, senza il dovuto affondo, e quindi puntualmente perduti quasi nella totalità. É questione di volontà non di bravura, perché giocatori mediocri avversari hanno costantemente prevalso su chi passeggia con tocchetti inefficaci. Se poi si aggiunge l’ostinazione a mettere titolari non adatti alla bisogna, i tardivi cambi della disperazione assieme e la notoria ostilità dei direttori di gara, ne consegue inevitabilmente la sconfitta. Trovare scusanti al posto di individuare celate ragioni comportamentali non prospetto nulla di concreto specialmente per la Champions settimanale. La svolta necessaria per far rendere al meglio una rosa fortissima sulla carta deve avvenire presto e in modo palese. Nè il campionato, nè le coppe possono essere giocati in maniera precipitosa perché, addrittura, non lo merita nemmeno il Presidente!
4° giornata 22 settembre 2025
NECESSITA INTERVENTO EZIOLOGICO
Con la richiesta rosa pressoché completa, i tempi di preparazione estiva ottimali, la stabilizazione dello staff tecnico alla conferma dell’incarico, Conte non può presentare una squadra posta in grande difficoltà dalla matricola pisana, zeppa di illustri sconosciuti. La vittoria interna strappata con i denti, pendant di quella con i sardi, deve preoccupare. Se poi si considera l’esordio negativo in Champions in cui il Napoli ha deluso per come ha affrontato i problemi, urge effettivamente qualche riflessione. L’auspicio è che nello spogliatoio ciò non avvenga in maniera generica bensì vada alla radice dei disturbi al dispiegamento della vera forza di questa squadra. La ricerca della cause per cui alcune colonne dell’anno scorso (come McTominay) sono quasi latitanti, gli infortuni non traumatici (Lukaku, Buongiorno) sono frequenti, parecchi nuovi arrivati sembrano incapaci di subentrare a quelli da sostituire per manifestate esigenze, ed altro ancora, non sembra essere stata veramente attuata, né programmata. Ciò è deleterio non tanto per il campionato, che è lungo e può consentire pause e recuperi, quanto per le coppe in cui sono previste non poche gare da vincere assolutamente. Perchè si vedono partite internazionali con giocatori che corrono, con estremo impegno agonstico, per tutto il tempo e a prescindere dal rating europeo? E perché questo ci è precluso? Ecco il tema principale che dovrebbe guidare la riflessione nello spogliatoio. Parlare, guadarsi in faccia, scavare in tutti i recessi non ancora considerati può servire a fare l’indispensabile salto di qualità, e quindi di efficienza, che lo sterminato popolo azzurro merita.
3° giornata 14 settembre 2025
FINALMENTE SONO SCHIERATI I TITOLARI
Proseguendo il rodaggio il rinforzato Napoli tetra campione schiera finalmente nell’ardua trasferta fiorentina i veri titolari migliorando sensibilmente sia la difesa sia l’attacco. Ne consegue una netta vittoria esterna giusto in vista dell’importantissimo esordio in Champions. Se i necessari cambi rispetteranno seriamente la gerarchia che ormai si va delineando nell’ampia rosa di quest’anno (senza più scelte “per rispetto” ma solo per motivi tecnici) realmente saremo in grado di compiere imprese eccezionali in campo nazionale e internazionale. Giocatori esperti e meno esperti, vecchi e nuovi, si stanno amalgamando debitamente e velocemente. L’orchestra è quasi pronta per suonare sinfonie soavi per la sensibilità dei tifosi; al direttore con la bacchetta il compito di comandare tendendo alla perfezione, al padrone del teatro quello di fare i conti a spettacolo finito, all’affezionatissimo pubblico il dovere di sostenere ovunque, civilmente e fortemente, questi protagonisti non solo dello sport più bello del mondo ma anche dell’unica valvola di sfogo del sopito amore per la nostra Terra che quasi cento anni di incontri calcistici hanno sufficientemente dimostrato.
2° giornata 30 agosto 2025
LEZIONE D’UMILTÁ
Vincere all’ultima azione alla fine del recupero è senza dubbio causa di gioia e rabbia intense tra gli antagonisti. Ma i tetracampioni hanno certamente deluso nell’incapacità di segnare dopo quasi cento minuti di gioco. Raramente vi sono stati momenti di pressing efficace come raramente lo stadio ha sospinto i suoi beniamini. Sono questi due elementi da analizzare. Non è ammissibile che dalla rosa a disposizione non si riesca a rompere la solita arcigna superdifesa sarda perché essa non può non avere gli strumenti per farlo, sia tra i titolari sia sulla panchina. Probabilmente le lodi al mercato e alla prima partita vittoriosa esterna hanno inciso negativamente sullo spirito di squadra con un rilassamento generale svanito d’un colpo nell’irripetibile finale. Ciò può sostanzialmente ripetersi per il pubblico che, segnatamente in casa, è costituito da troppi inesperti sostenitori… La lunga sequela di corner sprecati (tranne quello casuale in extremis) si ricollega all’anno passato dimostrando che non esiste schema e che le torri azzurre se ben marcate non bastano. Inoltre occorre più coraggio per sfruttare i nuovi arrivati al più presto possibile. Giocatori esperti e rodati non devono essere tenuti per forza mesi in panchina, e questo vale specialmente per gli ultimissimi che si stanno aggiungendo. Ormai gli impegni si infittiscono e la Champions minaccia un grosso ostacolo esterno. Che questa alquanto balorda partita con il Cagliari serva come lezione di umiltà per tutto l’ambiente (le parole del mister evidentemente non sono state recepite…) e come sprone a Conte per accelerare, razionalmente, i tempi e mandare in campo un undici ottimale, al di là di consuetudini, remore e gratitudini assolutamente fuori luogo.
1° giornata 23 agosto 2025
L’EVOLUZIONE DEI CAMPIONI
Quanto preventivato da amici e nemici si è puntualmente verificato alla prima uscita dei tetracampioni azzurri: un Napoli forte e cinico e un Sassuolo inadeguato a contrastarlo. La partita è stata dominata dagli ospiti (che sembravano giocare in casa per la presenza della terza Sicilia) dall’inizio alla fine con accelerazioni e posssesso palla che hanno ridotto al minimo la caparbia reazione delle vittime neopromosse, coprendo qualche solita défaillance difensiva che i cambi a disposizione possono sanare in fretta. Ciò non è casuale perché è la risultante della crescita degli elementi interni (società che bada anche all’aspetto tecnico; allenatore maggiormente stimato e ascoltato dai giocatori con il coinvolgimento dei nuovi importanti arrivati) e della consapevolezza della tifoseria di costituire un fattore determinante per i futuri successi (vedi striscione della curva). In tal modo vi sono segnali di una evoluzione dei campioni in vista dei cimenti e delle ambizioni ad essi collegate. Se l’armonia continua (non conviene a nessuno che si interrompa!) pure gli immancabili accidentali, colposi o dolosi rovesci di fortuna potranno essere assorbiti e neutralizzati. Ecco il percorso che chi vuole diventare uno “squadrone” deve fare per la gloria non solamente sportiva… Auguri pertanto a tutti i responsabili di questa cavalcata nell’anno che precede il centenario per celebrarlo nel modo più entusiasmante possibile.




























