L’abbazia è una perla mondiale ereditata dai vari regni uniti che si succedettero dall’XI al XIX secolo. La sua origine è del VI sec. con crescente rinomanza universale per la fede e la cultura.
Varie volte saccheggiata dalle calate barbariche non cambiò mai il suo aspetto essenziale in cima al monte. Grazie all’IA e con documenti d’epoca è stato possibile ricostruire delle immagini antiche che dimostrano la sua grandezza e la sua bellezza. Quelle che seguono si riferiscono all’inizio del XII sec. con il regno normanno. Nella galleria sono chiuse dalla macerie del bombardamento del 1944 e precedute dalla rappresentazione autentica della sua struttura nelle Due Sicilie sotto Ferdinando II. Quest’ultima è la più fedele raffigurazione di quello sopravvissuto alle razzie barbariche e al forte sisma del 1349. Nel disegno del 1837 il monastero contiene ancora molto di quello mostrato nel filmato. Solo la calata dei nuovi barbari, sia italiani che tentarono addirittura di sopprimerla dopo la conquista sabauda, sia anglo-americani che nel segno della più grande inciviltà e persecuzione cattolica, con il pretesto di un’azione militare assolutamente inconcepibile, la rasero al suolo con tutto ciò che custodiva da quasi un millennio.
Chiudiamo con il ricordare che il circondario dell’abbazia divenne fortilizio dei cosiddetti briganti sia contro i francesi sia contro i piemontesi con strage di civili e dimostrazione di grande coraggio e lealtà dei regnicoli dell’Alta Terra di Lavoro. Per tale motivo l’antica città di San Germano, ai piedi del convento e nel distretto di Sora, subì la punizione del cambio nome in Cassino. Questa era una pratica comunemente usata dai conquistatori per i luoghi in cui avevano avuto più filo da torcere dalla popolazione. Cassino fu anche staccata dal Mezzogiorno e annessa al Lazio.
“Succisa virescit”, cioè tagliata ricresce, è il motto di Montecassino che ha sfidato in quasi quindici secoli barbari, eventi naturali e cattivi governi riuscendo ancora a offrirsi ai nostri occhi contemporanei. Che anche la nostra memoria rispunti e riviva per passare ai nostri posteri il preziosissimo tesoro del nostro grande passato.
V.G.










