Questa pagina segue il Napoli calcio nel campionato italiano di serie A perché esso rappresenta ben più che una squadra di calcio e merita enorme attenzione da parte di tutti i duosiciliani esulando nettamente dal mero campo sportivo. Lo fece capire chiaramente il grande Angelo Manna (di cui fui onoratissimo amico e collaboratore) che profetizzò il luogo per far partire la nostra risurrezione. Dopo decenni di impegno costante, puntiglioso e rischioso il messaggio che quelli come me hanno lanciato ripetutamente, in maniera indiretta e diretta, ai tifosi veraci del Napoli ha prodotto finalmente un importantissimo risultato concreto, proprio nel luogo indicato dal grande Angelo. Questo è uno sprone e un punto fermo, non certamente di arrivo, che caratterizzerà il nostro camino: il Napoli ancora campione IN Italia (e non d’Italia) e lo scudetto tricolorato capovolto (in segno spregiativo) e con la didascalia BOTTINO DI GUERRA non lascia dubbi sui sentimenti di questi giovani napolitani che dichiarano di essere svegli e consapevoli. In preparazione del centenario della nascita della società calcistica è necessario e ormai urgente ritornare al simbolo antico di Neapolis, con il cavallo al psto del “ciuccio” gradito agli italiani. Ecco perché per noi l’immagine di quest’anno sarà questa del destriero partenopeo che calpesta il quarto scudetto, pur conquistato, in segno di superirità e di più grandi aneliti. Siamo infatti campioni (indigesti) sull’Italia (matrigna). Staremo a vederne delle belle!…
Per ogni partita vi sarà un telegrafico commento con una speciale tabella che giudicherà nell’ordine Società, Allenatore, Squadra, Tifosi e Palazzo. Infatti questi cinque elementi determinano i risultati. I primi tre interni, con la Società che influenza il comportamento di allenatore e giocatori con la sua gestione e le reazioni dei destinatari della stessa. Il quarto costituito dall’immensa schiera del pubblico partenopeo che può far pressione sugli altri fattori. Il quinto le autorità calcistiche a cominciare dagli arbitri che poco dovrebbero influire su un’attività sportiva, tanto più nell’era del VAR.
V.G.
38° giornata 24 maggio 2026
FINO ALLA FINE…
Fino all’ultima partita, fino alla fine del campionato, il solito Napoli di Conte svogliato, monotono, acciaccato, caotico ma piazzato al secondo posto come più valida (sic!) antagonista dell’Inter scudettata. Naturalmente l’ultima affermazione si basa sul livello assai mediocre della serie A, come ampiamento dimostrato dalle pessime figure fatte in tutte le competizioni internazionali da tutte le squadre italiane. Il consueto gioco senza attacco degli azzurri che perdono, per l’ennesimo e ineffabile infortunio muscolare dopo pochi minuti, l’unico capace di far reparto con Hojlund e che fa il mister: schiera all’ala sinistra De Bruyne, cioè non un attaccante e già giubilato nella formazione di partenza! Un quarto d’ora di assurda permanenza sulla corsia e poi, finalmente, il belga decide di spostarsi nel suo ruolo centrale (quello che “infastidisce” McTominay) e dà un ottimo assist all’unica punta per il gol. E qui riprende lo stucchevole tik tok senza raggiungere il raddoppio di sicurezza nemmeno con l’uomo in più, senza valutare il pericolo costante della squadra ospite, potenzialmente capace di sovvertire in pochi minuti il risultato. Conte “nel pallone” anche alla 38° giornata che esce di scena in confusione anche comunicativa. Come fortunoso fu lo scudetto dell’anno passato così fortunoso è la stato l’attuale secondo posto. In altri termini ci è andata bene ma poteva andarci assai male. Se nella programmazione di ADL, che tratta il Napoli come un suo giocattolo che consuma troppa corrente con le tariffe alle stelle, non vi sarà chiarezza per tutte le cose negative esaminate in queste cronache sportive, anche il futuro sarà simile a questi ultimi campionati. Ovviamente per gli effetti negativi, pronti fisiologicamente a ripresentarsi, perché quelli positivi dipendono integralmente dal caso che raramente si ripete…
37° giornata 17 maggio 2026
RITORNA IL COMPITINO FACILE FACILE
Con l’usuale atteggiamento di impegno assai relativo e attuando strategie decise “democraticamente”, il Napoli ha vinto passeggiando sul campo della retrocessa Pisa. Qualcosina si è mossa in settimana e le direzioni sono molteplici e difficilmente identificabili. Fatto che i padroni di casa hanno praticamente atteso rassegnati l’avversario reagendo al passivo talvolta per istinto, talaltra per rabbia. Così la Champions è in cassetta mentre la piazza d’onore, ambita in effetti solo dal mister, necessita di un altro “sforzo” nella partita di chiusura con la camaleontica Udinese. Poco da dire ancora sull’incontro con un cliché stucchevole e inadeguato che va assolutamente esaminato nei dettagli per apportare i debiti emendamenti in vista del prossimo campionato che ognuno vorrebbe migliore di questo, non tanto per il piazzamento quanto per la maniera tortuosa e irritante con la quale è stato ottenuto.
36° giornata 11 maggio 2026
UN’ALTRA ORDINARIA FIGURACCIA
La normalità vergognosa di questo Napoli si palesa in tutti i suoi aspetti in quest’altra batosta interna contro una squadra di centroclassifica senza particolari ambizioni. In svantaggio dopo mezz’ora di due reti, per la difesa larga e sfilacciata, gli azzurri si sono adeguati colpevolmente al risultato. Un rimpallo alla fine del primo tempo ha riacceso speranze sugli spalti. Così ad inizio ripresa è parso che anche i padroni di casa avessero voglia di riprendersi con un lampo, improvviso e imprevisto, di azione, rimasto appunto irripetibile. Poi una stucchevole melina in attesa del triplice fischio che avrebbe dovuto irritare non poco gli spettatori. Alla fine l’indecente difesa partenopea ha consentito facilmente ai mediocri felsinei di cogliere una incontrastata vittoria che bissa quella dell’andata. Con la testa altrove di tecnico e giocatori, schierati e assenti ingiustificati, i campioni uscenti rimettono ancora in ballo non solo la piazza d’onore. E tutto sembra tacere in sede, nello spogliatoio e in piazza. Tutti assuefatti a una sorta di tabù che nemmeno si riesce a discutere. Nuvole oscure non solo sulle ultime due giornate di campionato ma perfino al lontano orizzonte se non si farà coraggiosa chiarezza.
35° giornata 2 maggio 2026
RITORNA L’UGGIA DEL NAPOLI BIFRONTE
Dopo la schioppettante vittoria della volta scorsa il Napoli è tornato alla sua normalità. In effetti l’altro volto si è visto in partite che si contano su una mano sola, perché questo campionato da scudettati è stato una sequela di deludenti (e fortunatamente non determinanti sulla classifica) giocate abuliche e preordinate, non più di tanto aggravate dalla inspiegata serie di infortuni. Quindi sul Lario, al cospetto della tosta squadra rivelazione dell’anno, i campioni uscenti hanno interpretato volontariamente la parte di una squadretta catenacciara che spera di portare il risultato di partenza sino alla fine. Ed è andata bene per i prodigi della difesa. Solo negli ultimi minuti gli azzurri “hanno perso la concentrazione” sfiorando seriamente di rapinare il Como. Emblema di questa disamina è la prestazione di De Bruyne e di McTominay. Nullo il primo tempo di entrambi, poi, uscendo il belga, si è acceso lo scozzese cambiando troppo tardi l’umore dei compagni e dimostrando in maniera lampante che qui si ciurla nel manico. L’armonia agognata dei fattori interni è quindi saltata e questo strambo torneo proseguirà in questo modo snervante sino alla prossima fine. Rischi, sulla perdita delle piazze che valgono, assai pochi visto il passato per lo più grigio ma baciato sovente dalla buona sorte. Questo tocca ai tifosi partenopei se… si accontentano.
34° giornata 24 aprile 2026
LIETA SORPRESA AL MARADONA
Come inspiegabili sono state le prestazioni recenti del Napoli, imballato nei suoi complessi e spesso favorito dalla sorte, così imprevedibile è stata la vittoria veemente contro la derelitta Cremonese con una gara a tratti debordante di voglia, bravura e cattiveria agonistica. Non è dato conoscere l’anamnesi del male che affligge da tempo gli azzurri e quindi non si può che restare attoniti sperando che questa rotonda vittoria sia confermata nelle ultime quattro partite soprattutto nell’approccio del collettivo. Poi si potranno analizzare cause ed effetti dei risultati di un anno balordo che poteva concedere molto più di quel che sembra ormai assodato. La prossima trasferta sul campo della sorpresa comasca del campionato ci darà immediate risposte. Se c’è l’accordo dei fattori interni i lariani passeranno un brutto week end dando finalmente ai tifosi della Terza Sicilia una gioia profonda e meritata. Avanti Napoli sempre!
33° giornata 18 aprile 2026
RAGGIUNTO IL FONDO?
Tutti gli annosi problemi partenopei si sono presentati assieme martoriando il pubblico della più indecente partita casalinga degli ultimi anni. Vince a man basse una modesta Lazio di Sarri “dente-avvelenato” con un’unanime vergogna per tutti i giocatori entrati e subentrati al Maradona. Quasi da record negativo l’aver tenuto palla per ¾ della gara senza effettuare nemmeno un tiro tra i pali del portiere di riserva laziale. Lo sbando è evidente e pone interrogativi non tanto per l’assurdità di una rimonta, quanto per la pericolosità di essere risucchiati al di fuori della zona degli avidi ,anche se tra i primi sconfitti dell’anno. Nessuna speranza in interventi presidenziali, tanto meno di resipiscenza di Conte e staff tecnico, tanto meno ancora per una botta d’orgoglio (?) dei calciatori. Da notare la spaccatura tra tifosi e “tifosotti” che da tempo è oggetto di critiche su queste pagine. Affidiamoci pertanto al caso come sulle migliori navi a vela del ‘700 disastrate, senza alberi e senza timoni. L’abisso bieco ci osserva…
32° giornata 12 aprile 2026
DISARMANTE MEDIOCRITÁ
Napoli imperterrito rispetto alle contingenze che conferma la sua stagione profondamente deludente. Contro una squadra assai modesta gli azzurri sono naturalmente scelti male con il peggior attacco, la peggior difesa e il peggior centrocampo. Immediato è l’errore difensivo che dopo 30″ porta in svantaggio, squallido l’intero primo tempo senza nemmeno un tiro nella porta avversaria per chi deve rimontare, farraginoso il dedalo di passaggi orizzontali tra gli accorsati mediani che non sfocia in pericoli per i padroni di casa in … inferiorità numerica sugli spalti. Poi qualche sussulto nella ripresa sempre però nel rispetto della “democrazia” che conduce nel finale, temutissimo dai catenacciari parmensi, a cambi assurdi che congelano un pareggio ignobile per come ottenuto e per come poteva incidere un’agevole vittoria sulla sorte di questo campionato. Insomma nulla di nuovo al Tardini perché niente è stato fatto per affrontare i macro probelmi di questa squadra che viaggia al posto d’onore (sic!) per dabbenaggine dei rivali ma senza alcuna certezza per l’imprevedibilità di questo sport. Tiriamo avanti senza reazioni immediate incapaci di incidere dall’esterno su questo meccanismo inavvicinabile costituito da ADL, Conte e lo spogliatoio che ha buttato al vento un altro anno in cui si poteva vincere meglio e di più. Per il futuro mediato garanzie o repliche indigeribili a secondo della forza della tifoseria azzurra che sta a guardare specialmente da fuori stadio Maradona, specialmente in terra di emigrazione.
31° giornata 6 aprile 2026
LAVORI IN CORSO PER OGGI E PER DOMANI
Prosegue la confusione nonostante i rientri importanti e, forse, anche per questi… Il tecnico schiera un undici votato allo 0 a 0 e alla buona sorte e tutto fila secondo queste caratteristiche sino all’ultimo quarto di partita ancorata ovviamente sul nulla di fatto. Ciò per l’assoluta inesistenza di un attacco azzurro e per la dabbenaggine meneghina di un suo difensore (in permesso per mancanza di impegni…) più volte in procinto di segnare. Comunque da rilevare una lodevole attenzione collettiva prtenopea per limitare gli avversari, probabilmente per inviti autorevoli sull’erba. Poi finalmente due ali vere nel Napoli e il gol della sospiratissima vittoria che dà il secondo posto solitario e ben difendibile. Con gli enormi problemi degli innumerevoli e lunghissimi infortuni muscolari, di costosissimi giocatori alla frutta e dell’incapacità di dominare gli eventi di Conte il Napoli non solo deve salvare il salvabile di questa anomala stagione ma deve altresì assolutamente pianificare qualcosa di diverso e serio per l’anno venturo. Ai tifosi, ai critici e ai fattori interni il compito di comprendere la realtà dei fatti e di influenzarsi reciprocamente per tenere alto nelle aspettative questo glorioso club che rappresenta un’intera nazione affamata di successi e di comunanza d’intenti…
30° giornata 20 marzo 2026
FINCHÉ LA BARCA VA…
Coerentemente con le ultime disarmanti eppur proficue prestazioni il Napoli ha vinto anche in Sardegna dimostrando che i sospirati rientri degli infortunati storici non sta riuscendo (ancora?) a migliorare lo spirito collettivo. Vi sono due aspetti. Da un lato la classifica che arride per il piazzamento sempre più convincente per la famosa zona Champions e le rimanenti gare; dall’altro l’incognita del vento avverso che in qualunque momento può travolgere un natante sfuggito di mano al nocchiero. Come è stato duro assistere alla pochezza del Cagliari alla mercè di chi non ha fatto nulla per chiudere la partita con i soliti prediletti che vagano per il campo con l’occhio all’orologio! La conclusione è quindi affidata alla buona e aleatoria sorte. Verrebbe da ricordare quel celebre ritornello “finchè la barca va…” e accodarci ai tanti, troppi, che sembrano paghi e addirittura sognano colpi di scena in questo breve finale di campionato. Ma la critica sportiva non può accantonare la sostanza dei fatti e attende segnali non tanto per cambiamenti immediati quanto per programmazioni necessarie per crescere come squadra e come società. Ciò che merita e dovrebbe pretendere la singolarissima tifoseria partenopea.
29° giornata 14 marzo 2026
IL MALATO STA BENE IN SALUTE?
Una vecchia malattia non curata non può che tendere al peggioramento. Così il percorso di questo Napoli che soffre qualsiasi avversario e non riesce a giocare una partita senza il patema finale affidato tutto alla buona sorte. É andata ancora bene anche con il Lecce ma, nonostante il terzo posto (saldo?) e la serie di vittorie (striminzite!), ciò non vuol dire che la squadra sia in salute. In questo bailamme sono sempre meno tollerabili la cautela di preservare(?) i migliori risanati o il “rispetto” di Conte verso giocatori come Meret o Giovane chiamati in causa senza alcuna esigenza tecnica con risultati naturalmente inani se non perniciosi per il collettivo. Il Napoli attuale appare ingessato e intoccabile e tutto rivolto al caso per conseguire i soldi europei come ordinato dalla proprietà. Anche i tifosi sono stanchi di tale atteggiamento e vivono alla giornata. Non è ben chiaro se l’allenatore ha le mani legate o la mente fusa; comunque non dirige al meglio e ciò incide sempre più fortemente su tutta la rosa (specialmente per gli ultimi arrivati), che si adegua pur probabilmente non capendo. Il futuro prossimo (e purtroppo anche remoto) è quindi legato all’aleatorietà con ogni soluzione possibile. Ci assisterà la buona stella sino a raggiungere gli obiettivi minimi? È assolutamente deprimente affidarsi completamente alla corrente per seguire una rotta con il mare agitato!
28° giornata 6 marzo 2026
SEGNALI BUONI E CATTIVI DALL’INFERMERIA
Il Napoli ritorna vincere anche in casa ma sciorinando ancora i suoi triti e ritriti difetti (com’è possibile anche stavolta tenere il fiato sospeso sino al 96′?) con l’esito soddisfacente dei tre punti e del rientro di importanti titolarissimi. In questo paio di mesi finali del campionato per questi ultimi occorre aggiungere che la cautela estenuante dei mesi di recupero cozza alquanto con la loro condizione che appare migliore del dichiarato. La preparazione del mondiale d’America è più di una suggestione per valutare la loro condotta. Con le laute prebende napoletane De Bruyne e C. si sono improvvisamente destati dal “letargo” terapeutico in vista della chiamata sul palcoscenico internazionale. Ecco spiegati i ritardi inauditi, ecco spiegate le prudenze esagerate, ecco spiegata la loro forma niente affatto da freschi degenti. Il discorso è serio e dovrà essere affrontato adeguatamente a bocce ferme per la riconferma di tutti i dipendenti responsabili. Non bisogna tuttavia omettere di rilevare il notevole apporto dei sostituti vecchi (Elmas) e nuovi (Vergara e Alisson Santos) che hanno mantenuto la baracca a galla nei momenti più critici. Per adesso mettiamo in evidenza la buona novità dei campioni che ritornano dando indubbiamente una mano decisiva per la famosa qualificazione Champions da molti agognata ma ben lontana dalle aspettative della tifoseria che avverte sempre più nitidamente di ricevere probabilmente solo il contentino di un terzo o quarto posto.
27° giornata 28 febbraio 2026
CHE NON SIA UNA VITTORIA DI PIRRO
Persistendo la confusione nella testa del mister, la pessima condizione psico-fisica della rosa, la palese persecuzione del Palazzo anche la partita in casa della cenerentola del campionato, quasi sprofondata completamente nelle sabbie mobili della serie B, non poteva fornire che risultanze deludenti. In effetti l’esito finale è un vero specchietto delle allodole per i tifosi poco accorti certamente felici della rocambolesca vittoria al 95° dopo aver rischiato un minuto prima una meritata sconfitta. Quante domande senza risposta: perché solo qui gli infortunati durano un’era geologica; perché Lukaku non può giocare dall’inizio; perché si rispolvera la “carta conosciuta” tra i pali quando il portiere era un ruolo finalmente meglio ricoperto; perché l’unico che fa la differenza, Vergara, è sempre il primo a venir sostituito per il subentro di vecchi e nuovi “cadaveri”? Perché, infine, il Napoli è la squadra che è assolutamente incapace di chiudere le partite anche più facili come a Verona? Il tanto celebrato Conte sembra sempre più ostaggio dello spogliatoio e dello staff medico mentre ADL è come l’asino di Buridano tra giocatori, tecnici, procuratori e nemici dichiarati nelle istituzioni calcistiche che continuano a interpretare le norme contro la sua squadra. Vietare ai tifosi le trasferte è ingiusto ma evita loro per lo meno la fatica del viaggio per chi non merita; forse bisognerebbe anche “autovietare” le partecipazioni interne e allora qualcosa si muoverebbe. Se qualcuno si illude di questo successo esterno farà la fine di Pirro dopo l’inattesa e proverbiale vittoria. Qui solo un ciclone imprevedibile può salvare la famosa zona Champions, con annessi e connessi, che in fondo al vero tifoso partenopeo interessa molto relativamente…
26° giornata 22 febbraio 2026
PARTITA PILOTATA, SQUADRA RABBERCIATA:
FATTA LA FRITTATA!
Con l’ennesima formazione impensabile all’inizio del campionato, piena di riserve e “apprendisti”, il Napoli stava soggiogando la presentuosa squadra orobica. Ma verso la fine del primo tempo si affiancava a quest’ultima il team dei direttori di gara: rigore dato e tolto e gioco pesante contro le punte azzurre tollerato oltre ogni normativa. Poi, alla ripresa della gara, altro colpo letale per gli ospiti con un regolarissimo gol annullato senza nemmeno approfondire. E di seguito i padroni di casa si rianimano contro quelli in trasferta frustrati e spompati per le impunite botte subite, pareggiano e segnano ancora per la vittoria finale. Il forcing conclusivo, con l’assurdo inserimento nello scampolo di tempo “contiano” del misterioso Lukaku dopo l’anodino Giovane, è chiaramente ridotto nel recupero per sancire quanto preordinato. Non spetta al cronista biasimare soltanto Palazzo e avversario, quando persistono errori vecchi e nuovi all’interno della squadra più perseguitata di questa nazione, semplicemente perché porta un magico ed inquietante nome. Ah, se i fattori interni capissero appieno questi due aggettivi di Napoli: non ce ne sarebbe più per nessuno!…
25° giornata 15 febbraio 2026
PRESTAZIONE AL LIMITE DELLE POSSIBILITÁ
Contro una squadra in forma come la Roma il Napoli, perennemente malandato fisicamente e psichicamente, ha impattato una partita che, come prevedibile, poteva finire in quasiasi modo. In realtà i meno responsabili sembrano proprio i giocatori azzurri. Infatti l’enigma del primato della squadra più infortunata d’Europa non va ad essi addebitato; come l’assenza di terzini che sanno marcare e di almeno un difensore veloce capace di reggere i contropiedi avversari; ed ancora l’ostinazione del mister a cominciare sempre con gli stessi uomini tra la rosa a disposizione e a ricorrere, ad esempio, al determinante Alisson Santos solo come ripiego nella parte finale senza una logica motivazione. Eppure lo spirito collettivo c’è, sia per merito di qualche trascinatore (come Vergara trascurato per quasi tutto l’anno…) sia per la spinta dei tifosi che si sentono in prima linea per salvare il salvabile di una stagione chiaramente deludente. Il palleggiamento di responsabilità che traspare tra proprietà, direzione sportiva e tecnico non giova a migliorare anzi àncora le prestazioni a livello casuale e altalenante. In tal modo proseguono le assurdità che da un lato fanno tenere in panchina i nuovi arrivati per eccesso di timore del loro frettoloso inserimento in squadra, mentre dall’altro sono esageratamente cauti nel rientro dei risanati come Lukaku a cui sono in utilmente consentiti pochissimi minuti finali. Infine se la difesa è incapace di contrastare i contropiedi perché non cambiare sistema di gioco, perché esporre all’uno contro uno giocatori lenti o continuare una vana supremazia territoriale con un tedioso palleggio orizzontale e all’indietro che non porta a nulla di positivo? Conte si vanta spesso di aver fatto prodigi per turare le falle dovute soprattutto agli infortuni, perchè invece non capisce che occorre proteggere la difesa e schierare non un solo attaccante stritolato dagli stopper di turno sia di compagini forti che deboli? Da mesi il Napoli gioca come ingessato con uomini che, anche se alternati, accentuano costantemente i difetti succitati che ne tarpano sempre le ali.
24° giornata 8 febbraio 2026
PARTITA FOLLE DI UNA SQUADRA FOLLE
Sempre più immerso nei suoi problemi, anche contradditori, il Napoli ha disputato a Marassi una partita che è forse addirittura riduttivo definire folle. Cè stata un’alternanza di errori e di indolenze, di reazioni e di orgoglio, di cose volontarie e non, tali da lasciare completamente basiti in campo e fuori. In altri termini, è ripetutamente successo quanto imprevisto e quanto previsto, quanto temuto e quanto sperato senza alcuna logica e prevedibilità. Emerge su tutto la condizione assai precaria non soltanto dei muscoli maltrattati dei giocatori, ma anche quella mentale che appare in alcuni ai limiti del possibile. Esempio lampante è Buongiorno tra i migliori stopper nazionali, mortificato dallo spogliatoio con scelte gerarchiche, non tecniche e schierato a Genova come terzino di fascia, ruolo assolutamente estraneo alla sue qualità; ed ancora, con il portiere diverso, insistere sui palleggi da dietro che solo l’accortezza dello slavo era riuscita a salvaguadare evitando disastri; ed infine tralasciare l’esercizio sui calci piazzati, rigori compresi, è assolutamente imperdonabile. Tutti quelli che hanno potere decisionale , teoricamente o di fatto, sono responsabili, dal vertice societario all’ultimo aiuto allenatore. Il futuro che ci aspetta è quindi colmo di incertezze e pronto a fornirci gioie e dolori in serie. Dalla prevalenza fra tali elementi ovviamente dipenderanno gli esiti ma, quelli a lungo termine, è pressochè impossibile che siano positivi…
23° giornata 1 febbraio 2026
CALMA PIATTA
Dopo la logica eliminazione in Champions il Napoli riaffronta il campionato con una striminziata vittoria contro l’inguaiatissima squadra viola. Sempre assente il gioco, sempre con i possibili schemi fissi, sempre con la ria sorte a falcidiare i titolari, sempre senza chiarezza su acquisti (vecchi e nuovi) e preparazione atletica, si prosegue quasi a tentoni nelle ombre di un torneo che appare stracolmo di insidie letali. Una sorta di rassegnazione generale avvolge proprietà, tecnico, rosa dei calciatori lasciando senza speranza gli sconcertati tifosi e senza freno il Palazzo che può fare il suo nocivo comodo.Quando qualcuno comincerà a spiegare, ad esempio, perché un talento come il napoletano Vergara ha trovato spazio solo per esaurimento della panchina e vi sono tre terzini sinistri (aggiunti in tre diverse fasi senza criterio) che non sanno marcare l’ala avversaria, allora sarà attendibile un miglioramento almeno per il futuro. Se i brogli di quest’anno postscudetto (come per quello di Spalletti) resteranno senza risposta suadente è ovvio che anche l’avvenire non potrà essere quello sognato da chi non ha potere o strombazzato da chi lo usa avventatamente.
22° giornata 25 gennaio 2026
DI MALE IN PEGGIO
Come pronosticato il Napoli sta crollando sotto i colpi degli avversari (nazionali e internazionali), dei continui infortuni da record, dalla persecuzione del Palazzo e dalla confusione che ormai prevale nello spogliatoio. Anche i migliori (come Scott) non riescono più a brillare individualmente e, incasa della rivale più sentita, la squadra perde nettamente. Affossata al momento opportuno dai direttori di gara e “in partita” sino al finale deprimente, essa è stata comunque sottomessa da una Juve tutt’altro che fenomenale, evidenziando ancor più la propria incapacità a costruire gioco e azioni da gol, nonchè a difendersi come si usa in serie A. L’ostinazione di Conte a schierare sempre gli stessi, pur nei limiti stretti della rosa, è segno inequivocabile di una diversa volontà che affralisce quelli che scendono in campo che badano solo al “compitino” con uno schieramento da “calciobalilla” che li trova, nei momenti topici, quasi sempre fuori zona: così non si segnano reti facili e se ne prendono di evitabili. Poche e non incidenti le eccezioni. Qui è a rischio anche la prossima qualificazione nell’Europa che conta. Urge escogitare dei nuovi rimedi. Ci riusciranno i nostri “eroi”?
21° giornata 18 gennaio 2026
PREOCCUPAZIONE PER UNA SQUADRA IMPACCIATA
Sono naturalmente riemersi i problemi già evidenziati del Napoli anche nell’incontro casalingo con il modesto Empoli. Solo il caso ha deciso che stavolta si vincesse di misura poiché i fattori interni non hanno prodotto alcun miglioramento confidando unicamente nella buona stella. Unica nota positiva,a parte ovviamente il risultato che ci lascia in piedi nella lotta in campionato, l’afflato del nucleo del tifo verace che ha sospinto, atleti e gli altri spettatori, a sostenere gli sforzi finali per tenere i tre punti. Spiace vedere piccole compagini giostrare spavalde e insidiose come gli ospiti e i campioni in carico tocchettare senza incidere e senza varianti quasi per l’intera partita. L’impietoso calendario tende ancor più la tensione attorno agli azzurri che, in campo nazionale e internazionale, sono immediatamente chiamati a fornire risposte pesanti e determinanti. Molto difficilmente il mercato di riparazione in corso potrà dare una mano efficace perché già il silenzio confusionario della sua prima metà ha fatto intendere la quasi impossibilità di raddrizzare alcuni chiari punti deboli, come i sostituti in attacco e a centrocampo. Qui è direttamente responsabile la società che così connoterà più chiaramente la sua stagione. L’augurio più probabile a realizzarsi riguarda il rientro dei troppi (e mai analizzati a dovere…) infortunati che potrebbero dare certamente una mano a risollevare gli obiettivi di quest’anno.
RECUPERO 16°giornata 14 gennaio 2026
EMERGONO DIFETTI DI BASE
É notoria la difficoltà che questa squadra incontra con le cosiddette piccole compagini che si arroccano specialmente al Maradona. Ciò sin dalle prime partite di campionato e quindi a prescindere da infortuni e stanchezza. Quando non sono preparati al meglio i movimenti sui calci piazzati (a cominciare dai corner) si perde un’arma fondamentale per scardinare i catenacci avversari; quando non si sfrutta la fisicità e capacità di colpire di testa di un centravanti adatto proprio in questi incontri complicati si abbandona la strada maestra per rompere le difese super strette. Il Napoli di Conte si esalta spesso con i rivali di buon livello ma non è allenato per superare agevolmente avversari come il Parma che ha combattuto per tutto il tempo per non prendere gol. Poi si aggiunge la sfortuna, poi l’assurdità del regolamento con il VAR, poi il tifo “leopardato” del Maradona ed ecco fatta la frittata che praticamente ci allontana seriamente dalla vetta della classifica. Queste critiche sono rivolte ai difetti di base di questra squadra azzurra e pertanto a chi ha inziato ad allenarla in estate con componenti a lui graditi. Nessuno è perfetto anche se il tecnico salentino è bravissimo in altri aspetti del suo mestiere, ma nessuno dovrebbe essere tanto presuntuoso da non considerare queste lacune strutturali che tarpano le ali di una squadra che potrebbbe veramente volare e reinfiammare la piazza sconcertata.
20° giornata 11 gennaio 2026
IL CORAGGIO DEI CAMPIONI
Sul “munitissimo” campo della capolista strisciata interista il Napoli esce a testa molto alta, pur ulteriormente falcidiato dagli infortuni e dopo il mezzo passo falso con una delle cenerentole della graduatoria. La forza d’animo mostrata al Meazza è conseguenza di varie eccellenze di questa squadra: la fierezza di essere i campioni in carica, il lavorio di Conte nel tenere il gruppo coeso, la forma smagliante di Mc Tominay, il supporto della Terza Sicilia presente nonostante i veti razzisti verso i campani. Ognuno di questi fattori è “campione” del suo ambito e ha sfoderato un coraggio da leone disarmando le velleità avversarie di creare un abisso incolmabile in classifica. Abbiamo elencato i fattori per ordine crescente di importanza perché siamo convinti che l’effetto speciale dei tifosi partenopei rappresenti anche l’energia giusta per alimentare tecnico e giocatori, come avvenne l’anno passato. L’immagine di Mc Tominay che si rivolge a loro sul 2-2 mentre il Napoli tenta addirittura la vittoria è emblematica. Essa significa che gli azzurri stanno dando di più del previsto, in queste circostanze di estrema emergenza, perché spronati da tifosi realmente eroici che non possono essere delusi. Senza barriere istituzionali verso i residenti campani nelle trasferte e con la sostituzione degli nord-emigranti ai “tifosetti” di cui si riempie stolidamente il Maradona, questa squadra potrebbe spaccare il mondo non solo calcistico! Meditate gente, meditate…
19° giornata 7 gennaio 2026
PECCATO DI PRESUNZIONE E FORZA DEL DESTINO
Quando, dopo un striscia di vittorie convincenti, si approccia una partita casalinga con gli ultimi in classifica lo stato d’animo che negli ospiti è molto basso in attesa di un ulteriore castigo mentre negli ospitanti deve assolutamente e immediatamente alimentare il timore degli avversari. Se ciò non accade ai padroni di casa tutto può succedere: partita inziata con supponente sufficienza “tanto prima o poi andiamo in vantaggio”, poi l’unica fortuna della carriera per un modesto calciatore avversario che segna a difesa mal schierata e il pronto intervento del Palazzo finalmente reincaricato della quaestio magna per il campionato italiano di inibire sempre e dovunque l’ascesa della squadra partenopea. Il brusco risveglio nell’intervallo ha fatto emergere il potenziale (limitato in quantità) a disposizione ma il Verona correva a mille e l’arbitro dirigeva alla grande una sfacciata e programmata persecuzione per gli azzurri. Il pari finale è quindi tutto sommato accettabile dopo il doppio svantaggio iniziale e tutto si potrà riparare se il peccato di presunzione all’apertura della gara sarà bandita nell’iniquo torneo che il Napoli gioca ormai da un secolo esatto: solo contro tutti. Altrimenti, anche con il rientro degli infortunati e dei chiacchierati rinforzi invernali, si sarà sempre esposti alla “forza del destino” che rappresenta il vero e immenso ostacolo con il quale tutti quelli che hanno indossato la casacca vesuviana hanno avuto a che fare con vittorie veramente eroiche. Che i tifosi veri siano i custodi di quest’annata speciale!
18° giornata 4 gennaio 2026
É IL MOMENTO DI DARE LA MASSIMA FIDUCIA
Secondo successo esterno del Napoli su un campo ben più arduo di quello padano contro una spocchiosa Lazio che meditava il colpo grosso. Il gioco paralizzante dei partenopei ha costretto i padroni di casa ad una continua difesa affannata e disperata con tanti altri gol mancati per un soffio per una vittoria larga e convincente. I nervi sono saltati nel finale ai laziali per manifesta inferiorità! Permangono ovviamente delle perplessità già espresse ma adesso è necessario dare il massimo supporto ai ragazzi di Conte perché si entra nel vivo di questo periodo intensissimo e nodale della stagione. I tifosi azzurri lo sanno e hanno fatto la loro parte pur con l’assurda discriminazione razziale dei “residenti in Campania”, come se non ci fossero napolitani al di fuori della regione e della nazione. L’ignoranza istituzionale è crassa e dolosa! Ciò deve compattare ancor più tifosi e società perché lo stato che forzatamente ci “ospita” deve finalmente imparare a fare i conti anche con noi. AVANTI NAPOLI UN MONDO INTERO TI GUARDA E TI ASPETTA!
17° giornata 28 dicembre 2025
CONFERMA NELLA CONTINUITÁ
L’ennesima “risurrezione” degli azzurri sia in Supercoppa sia in campionato è avvenuta in una sorta di convalida degli ultimi tempi con una costanza di repentine e superate cadute che lascia alquanto perplessi perché questa ripetizione già vista non può essere un fattore positivo. Pertanto la schiacciante (ben più di quanto indichi il punteggio) vittoria a Cremona non fuga i problemi già discussi all’inizio di un mese con impegni pesanti e assai ravvicinati che necessitano della massima compattezza della squadra. Ciò anche in conseguenza della formazione quasi inalterata che è stata schierata che, nonostante le note e importanti assenze per infortunio, non appare in grado di sostenere gli sforzi tanto acuti e frequenti che l’attendono. Certamente l’anno solare si chiude in gloria, specialmente per la gioia della vittoria in terra lombarda che ha esaltato i tifosi esuli alloctoni e quelli finalmente ammessi a viaggiare con bandiera azzurra mentre ha umiliato i presuntuosi supporter autoctoni sugli spalti. Il futuro preoccupa anche perché non è ancora chiara la paternità della leadership da ricercarsi tra il tecnico salentino e lo spogliatoio partenopeo. Riusciranno “i nostri eroi” a compattarsi per fornire a se stessi e ai tifosi concreti motivi di soddisfazione? L’auspicio è che il fattore tanto volte citato della tifoseria svolga a pieno i proprio basilare compito di pungolare squadra e tecnico. Ciò con l’aiuto non lieve che l’entrante 2026 potrà dare per festeggiare adeguatamente in centenario di fondazione del Napoli, strumento straordinario di natura identitaria che tutte le Sicilie sparse nel mondo guardano con speranza e ammirazione.
15° giornata 14 dicembre 2025
SCOPPIA LA SINDROME DI COPPA
Il positivo cammino delle ultime partite si è incrinato improvvisamente in Champions e poi in campionato. Due nette sconfitte con comportamento deprecabile che riporta alla precedente crisi dello spogliatoio. I picchiatori udinesi, autorizzati dal mediocre arbitraggio, hanno fatto inediti sfaceli, per l’inerzia degli avversari, che avrebbero potuto tradursi in goleada! Dal curriculum e dalle dichiarazioni di Conte si possono trarre gravi informazioni a riguardo: gli impegni infrasettimanali, cioè delle varie coppe, riducono le possibilità di “preparare” le partite sia a livello fisico sia a livello mentale. É una vecchia e falsa questione esibita da tecnici poco adusi soprattutto alle competizioni internazionali perché le più accorsate squadre del mondo non accampano mai silmili scuse. Nel massimo livello del calcio è d’uopo amministrare la rosa nel modo ottimale per far fronte agli impegni ancorché ravvicinati. L’unica accettabile ragione per cercare di giustificare il Napoli risiede nell’esagerata sfilza di in fortuni, specialmente dei personaggi più rappresentativi nelle coppe come De Bruyne e Lukaku. Per il resto i problemi permangono nella testa non solo dei giocatori ma addirittura in quella di colui che li guida e che dovrebbe avere il compito di rasserenarli… Quando l’untore è in casa non serve rinchiudersi in “famiglia” per evitare il contagio. Purtroppo certi effetti, come la probaile eliminazione in Champions, se non saranno più sanabili apriranno uno scenario poco gradito con la proprietà con conseguenze amare. É questo il nuovo morbo che mina l’efficenza di questa squadra con tante aspettative sull’orlo della delusione. La sola concreta speranza risiede nelll’opera di quei componenti carismatici sia verso i propri compagni sia nientemeno nei confronti del tecnico salentino.
14° giornata 8 dicembre 2025
GIÁ FORTI CON TANTI ASSENTI…
Nonostante tanti titolari assenti per infortunio il Napoli sta finalmente esprimendo un rendimento eccellente che potrebbe far volare la fantasia oltre la realtà riflettendo anche sui tanti gol mancati per un soffio dalla attuale rosa disponibile. Logicamente il futuro si dovrebbe prevedere lusinghiero perché questa squadra ha dimostrato anche si saper soffrire pur di ottenere il risultato. L’auspicato e anticipato feeling ritornato alla grande tra tecnico e giocatori, con la proprietà che non dà segni incongrui, giustifica questo ottimismo che però bisogna limitare per i purtroppo famosi elementi esterni, tutt’altro che casuali, che aspettano nel lungo e variegato cammino che non è nemmeno arrivato a metà strada. Riteniamo sempre fondamentale l’apporto dei tifosi veraci che, come nel recente passato, hanno in mano i destini di questo segno tangibile della identità partenopea. A Conte l’alto compito di operare sulla testa dei singoli per smussare velleità, invidie, personalismi e ogni sorta di atteggiamento capace di distogliere ogni tassello di questa splendida compagine che si va sempre più delineando.
13° giornata 30 novembre 2025
IL RICOMPATTAMENTO DEI CAMPIONI
Il dopo Bologna presenta ormai tre prestazioni di apprezzabile livello del Napoli con altrettante vittorie di cui, quella all’Olimpico, di grande spessore contro un’illusa ex capolista che va oltre il punteggio di misura per una superiorità costante nell’arco di tutta la partita. Ciò, nonostante la falcidia, ancora in corso, per gli infortuni che assottigliano la rosa. Quando la testa è serena e vogliosa anche il fisico risponde positivamente offrendo uno spettacolo di efficienza mai prima visto con anticipi vincenti nei duelli, con numerose palle-gol, con opportuni cambi finali per distribuire al meglio gli sforzi. In questo mese di incontri decisivi, nazionali e internazionali, sta finalmente emergendo il talento dei campioni scudettati che fanno intravedere importanti traguardi ai tifosi pronti a reinnamorarsi pazzamente dei loro beniamini. Si sta per concretizzare quell’armonia dei fattori interni che è l’unico baluardo di fronte alla tracotanza di antagonisti più forti e più raccomandati…
12° giornata 22 novembre 2025
TREGUA INSTABILE O PRODIGIOSA RESIPISCENZA?
Dopo la bufera successiva alla letale Bologna il Napoli ha battuto nettamente, con un primo tempo esemplare, l’insidiosa squadra bergamasca con l’esplosione anche della tanto vituperate ali di attacco finalmemte a segno. In mancanza di chiare informazioni si deve reputare che tra tecnico e giocatori sia avvenuto una sorta di frettoloso patto a salvaguardia della dignità di ognuno. Il calo, non grave ma evidente, nella ripresa non va sottovalutato. Quindi il miglioramento parrebbe essere temporaneo ed esporrebbe la squadra ad altre magre figure nel momento topico. A meno che Conte non sia riuscito, magari con l’ausilio di qualcuno ancora fuori per strascichi di infortunio, a iniziare a scalfire l’animo dei riottosi aprendo al recupero completo del necessario amalgama. Quest’ultima ipotesi pretenderebbe il rinsavimento generale dei caporioni, il che è assai difficile da immaginare. Però la loro persistente opera di contrasto potrebbe stavolta essere numericamente quasi irrilevante e pertanto debellabile dal responsabile principale dello spogliatoio coi pieni poteri accordati dalla società e l’afflato pressoché unanime dei calciatori. Ovviamente saranno i prossimi eventi a far delineare la verità cominciando dall’ultima spiaggia in Champions infrasettimanale. Noi vogliamo credere ancora in Conte che, nonostante il passato da nemico e gli errori fatti qui, risulta alquanto stregato da quella che lui stesso ha definito la capitale del sud…
11° giornata 9 novembre 2025
FATALE RICADUTA
Da un po’ di tempo andiamo discorrendo sui problemi che attanagliano la testa dei giocatori del Napoli e che impediscono loro di attuare le direttive dell’allenatore con tutti i ripetuti risultati di delusione capitati, specialmente in Champions dove solo un miracolo potrà dare la qualificazione alla fase successiva. Dopo la figuraccia bolognese, che getterà vergogna per tanto tempo, le esternazioni di Conte rivelano ufficialmente la rottura con lo spogliatoio con conseguente perdita di autorità del responsabile principale. Ben altra sarebbe dovuta essere la terapia per uscire da questo circolo vizioso piuttosto che alzare le mani come ha fatto ieri il tecnico. Quello che veramente brucia è la persistenza nella rosa di personaggi e mentalità sovversivi che da troppo tempo hanno minato il complesso. Basti riflettere sul successo dell’anno passato accaduto grazie ai passi falsi interisti ma senza una decorosa rincorsa finale dei partenopei, come dimostra il punticino di differenza dopo vari scellerati pareggi interni e esterni con compagini inferiori e senza particolari motivazioni. Questo pernicioso aggregato che fomenta dietro le quinte se non viene sradicato proseguirà ad essere una spada di Damocle per continuare con Conte, ipotesi quasi impensabile, o con un sostituto, di qualsiasi livello. Questa mancata soluzione è stato l’errore fatale dopo i periodi di Ancelotti, Garcia, Gattuso, Spalletti; fatale come la ricaduta della squadra nella catatonica performance in terra felsinea.
10° giornata 2 novembre 2025
UN INTOPPO PERDONABILE
Quando una squadra di serie A si colma di giovani calciatori con un omologo tecnico che gli ordina di fare come se fossero nelle serie inferiori, cioè con l’unico scopo di giocare durissimo e perdere tempo per non uscire sconfitti come da previsione, e quando essi s’incrociano con una direzione di gara assolutamente incapace (o forse addirittura così preparata…) ad applicare il regolamento, non può che sortire uno squallido risultato a reti bianche se un briciolo di buona sorte non aiuta gli avversari. Naturalmente chi è forte deve anche superare tali sleali metodi ma la convalescenza pisco-fisica degli azzurri (in vomitevole casacca Halloween!) può far considerare questo mezzo, ma poco rilevante passo falso, solo un errore veniale. il Napoli infatti sta crescendo, sta recuperando elementi fondamentali, sta per affronatare la parte centrale della stagione in maniera adeguata per non deludere nemmeno il solito pubblico di casa che, per la sua già evidenziata composizione, raramente riesce a far sentire lo storico fattore del “dodicesimo uomo” in campo.
9° giornata 28 ottobre 2025
PROVE DI AMALGAMA
Il percorso psico-riabilitativo della rosa dei giocatori prevede la necessaria fusione tra vecchi e nuovi per far esprimere alla squadra un’univoca volontà di successo. I ricambi sul campo di un Lecce sempre poco fortunato hanno prodotto una partita non brillante nè coinvolgente che solo a stento ha visto il prevalere dei tetracampioni. I lavori sono ovviamente in corso e non possono durare quanto si vorrebbe, ma l’avanzamento è innegabile anche perché il Napoli ha lasciato l’impressione che in qualunque modo avrebbe preso i tre punti in Salento, anche se il fantasmagorico rigorino fosse stato realizzato dai padroni di casa. Questo Napoli è ancora in cura ma ha un aspetto multiforme che apre ad ogni aspettativa. Tocca a Conte incanalarlo sui risultati positivi in modo che la terapia possa funzionare pienamente perché attuata in maniera ottimale. Il problema che permane, assai pesante, è la molteplicità di infortuni da cattivo allenamento che si sussegue anche con la stella riconosciuta KDB. Appare attualmente il vero ostacolo, senza soluzione a breve, che può frenare l’ambizioso cammino degli azzurri. Il fattore extra, che solo all’ombra del Vesuvio agisce appieno, ossia la speciale tifoseria napolitana può tuttavia accompagnare l’arduo percorso e colmare addirittura le mancanze per i degenti e i possibili intransigenti.
8° giornata 25 ottobre 2025
BUONA LA PRIMA SEDUTA DI ANALISI
Dopo la disastrosa e vergognosa débâcle in Champions , Conte ha dovuto giocoforza affrontare lo scollamento più che palese nello spogliatoio. Un primo approccio, frettoloso e teso, che però ha generato subito l’inattesa vittoria contro la superfavorita compagine lombarda. Ora la terapia non potrà che seguitare proprio in mezzo a un vero tour de force che potrebbe segnare indelibilmente la stagione in corso. Permane il problema che non si può dibattere con gli impegni ravvicinati in arrivo, quello degli infortuni eccessivi non dovuti a scontri con gli avversari, che ha privato ultimamente la squadra di Meret (?) e poi dopo pochi minuti di gioco (e di gol) il top player De Bruyne. Paradossalmente quest’ultimo fatto potrebbe agevolare il ritrovamento della grinta dell’anno passato. Oppure, per lo meno rassenerare l’ambiente prioprio con i buoni risultati in modo che gli innesti previsti dei campioni in infermeria non provochino troppi scomnvolgimenti mentali e quindi danni alla squadra azzurra. L’entusiasmo dello stadio partenopeo è un altro buon auspicio che si sta per imboccare la strada giusta.
7° giornata 18 ottobre 2025
SCONFITTA DELLA PRESUNZIONE
Presuntuoso chi aveva sottovalutato i granata, presuntuoso che aveva schierato una squadra rivolta al palleggio ma non al gol, presuntuoso chi aveva tenuto a riposo atleti nei loro anni migliori (a meno di obiettivi rischi d’infortunio), presuntuoso chi ha passeggiato per quasi tutta la gara certo di centrare il risultato, presuntuoso chi ha creduto di risolvere nei minuti estremi con clamorosi ribaltamenti tutti i precedenti errori. La conclusione è un’amarasconfitta con una squadra mediocre che però ha approfittato delle circostanze e ha lottato con grinta per tutto il tempo con anticipi e abnegazione assolutamente assenti tra gli scudettati partenopei. Non scotta tanto il fatto ma il modo con cui si è perso nell’invisa terra piemontese. Forse in vista dell’imminente trasferta europea hanno tirato tutti il fiato e rabbonito la mente? Non reputiamo proficuo un tale atteggiamento perché i problemi emersi non sono legati al dispendio di energie fisiche bensì al guazzabuglio che centrifuga in troppe teste e che appanna in maniera lampante le prestazioni dei più, in campo e fuori campo. Il Napoli appare un’armata poderosa e temuta ma con comandanti e sottocomandanti carenti nella chiarezza strategica e tattica. Solo la fortuna può debellare un morbo inavvertito e conseguentemente non curato affatto…
6° giornata 5 ottobre 2025
UNO SQUADRONE IN GESTAZIONE?
Ennesima vittoria di misura del Napoli capolista su un rivale fanalino di coda. Dopo un primo tempo dissennato e in svantaggio nella ripresa c’è stata una reazione bastante a sottoporre i baldi ragazzi genoani, in evidente calo fisico. Ciò è sufficiente per alimentare dubbi e perlessità, già chiaramente espressi, su questa compagine scudettata e con ambizioni europee. Non crediamo che in questo nuovo stop del campionato vi sia la sospirata terapia psicologica per migliorare il rendimento generale, perché è assente questo fondamentale aspetto del training nei discorsi di Conte. Come pure non è affrontato il problema degli infortuni non traumatici che flagellano tanti giocatori azzurri di primissima fascia. Si va avanti allora con faciloneria e presunzione? Difficile che un esperto allenatore si comporti in tal modo. L’unica possibilità prevedibile è un piano serio, arduo e chiaro che si sta seguendo, con l’adeguata durata dei cicli, per condurre il gruppo al livello che i tifosi veri vorrebbero già conseguito in questi primi mesi della stagione. Naturalmente è quello che ci auguriamo vivamente e che il prosieguo del cammino farà emergere in manierra sempre più nitida e determinante. La gestazione è lunga e dolorosa ma può far partorire qualcosa di memorabile come le migliori gesta del passato.
5° giornata 28 settembre 2025
UN’AVVENTATA TRASFERTA…
Senza dar seguito all’approfondimento sui problemi già insorti, e pubblicati la volta scorsa, la squadra è stata presentata nel difficile crocevia lombardo con evidenti debolezze negli uomini (contati in retroguardia) e soprattuto nelle teste. Incapace di sfruttare l’uomo in più (quando di recente si era detto ben altro…) nel momento topico della partita il Napoli ha perso l’antica imbattibilità. Quello che preoccupa può essere condensato nei takle che sono affrontati con scarsa determinazione, senza il dovuto affondo, e quindi puntualmente perduti quasi nella totalità. É questione di volontà non di bravura, perché giocatori mediocri avversari hanno costantemente prevalso su chi passeggia con tocchetti inefficaci. Se poi si aggiunge l’ostinazione a mettere titolari non adatti alla bisogna, i tardivi cambi della disperazione assieme e la notoria ostilità dei direttori di gara, ne consegue inevitabilmente la sconfitta. Trovare scusanti al posto di individuare celate ragioni comportamentali non prospetto nulla di concreto specialmente per la Champions settimanale. La svolta necessaria per far rendere al meglio una rosa fortissima sulla carta deve avvenire presto e in modo palese. Nè il campionato, nè le coppe possono essere giocati in maniera precipitosa perché, addrittura, non lo merita nemmeno il Presidente!
4° giornata 22 settembre 2025
NECESSITA INTERVENTO EZIOLOGICO
Con la richiesta rosa pressoché completa, i tempi di preparazione estiva ottimali, la stabilizazione dello staff tecnico alla conferma dell’incarico, Conte non può presentare una squadra posta in grande difficoltà dalla matricola pisana, zeppa di illustri sconosciuti. La vittoria interna strappata con i denti, pendant di quella con i sardi, deve preoccupare. Se poi si considera l’esordio negativo in Champions in cui il Napoli ha deluso per come ha affrontato i problemi, urge effettivamente qualche riflessione. L’auspicio è che nello spogliatoio ciò non avvenga in maniera generica bensì vada alla radice dei disturbi al dispiegamento della vera forza di questa squadra. La ricerca della cause per cui alcune colonne dell’anno scorso (come McTominay) sono quasi latitanti, gli infortuni non traumatici (Lukaku, Buongiorno) sono frequenti, parecchi nuovi arrivati sembrano incapaci di subentrare a quelli da sostituire per manifestate esigenze, ed altro ancora, non sembra essere stata veramente attuata, né programmata. Ciò è deleterio non tanto per il campionato, che è lungo e può consentire pause e recuperi, quanto per le coppe in cui sono previste non poche gare da vincere assolutamente. Perchè si vedono partite internazionali con giocatori che corrono, con estremo impegno agonstico, per tutto il tempo e a prescindere dal rating europeo? E perché questo ci è precluso? Ecco il tema principale che dovrebbe guidare la riflessione nello spogliatoio. Parlare, guadarsi in faccia, scavare in tutti i recessi non ancora considerati può servire a fare l’indispensabile salto di qualità, e quindi di efficienza, che lo sterminato popolo azzurro merita.
3° giornata 14 settembre 2025
FINALMENTE SONO SCHIERATI I TITOLARI
Proseguendo il rodaggio il rinforzato Napoli tetra campione schiera finalmente nell’ardua trasferta fiorentina i veri titolari migliorando sensibilmente sia la difesa sia l’attacco. Ne consegue una netta vittoria esterna giusto in vista dell’importantissimo esordio in Champions. Se i necessari cambi rispetteranno seriamente la gerarchia che ormai si va delineando nell’ampia rosa di quest’anno (senza più scelte “per rispetto” ma solo per motivi tecnici) realmente saremo in grado di compiere imprese eccezionali in campo nazionale e internazionale. Giocatori esperti e meno esperti, vecchi e nuovi, si stanno amalgamando debitamente e velocemente. L’orchestra è quasi pronta per suonare sinfonie soavi per la sensibilità dei tifosi; al direttore con la bacchetta il compito di comandare tendendo alla perfezione, al padrone del teatro quello di fare i conti a spettacolo finito, all’affezionatissimo pubblico il dovere di sostenere ovunque, civilmente e fortemente, questi protagonisti non solo dello sport più bello del mondo ma anche dell’unica valvola di sfogo del sopito amore per la nostra Terra che quasi cento anni di incontri calcistici hanno sufficientemente dimostrato.
2° giornata 30 agosto 2025
LEZIONE D’UMILTÁ
Vincere all’ultima azione alla fine del recupero è senza dubbio causa di gioia e rabbia intense tra gli antagonisti. Ma i tetracampioni hanno certamente deluso nell’incapacità di segnare dopo quasi cento minuti di gioco. Raramente vi sono stati momenti di pressing efficace come raramente lo stadio ha sospinto i suoi beniamini. Sono questi due elementi da analizzare. Non è ammissibile che dalla rosa a disposizione non si riesca a rompere la solita arcigna superdifesa sarda perché essa non può non avere gli strumenti per farlo, sia tra i titolari sia sulla panchina. Probabilmente le lodi al mercato e alla prima partita vittoriosa esterna hanno inciso negativamente sullo spirito di squadra con un rilassamento generale svanito d’un colpo nell’irripetibile finale. Ciò può sostanzialmente ripetersi per il pubblico che, segnatamente in casa, è costituito da troppi inesperti sostenitori… La lunga sequela di corner sprecati (tranne quello casuale in extremis) si ricollega all’anno passato dimostrando che non esiste schema e che le torri azzurre se ben marcate non bastano. Inoltre occorre più coraggio per sfruttare i nuovi arrivati al più presto possibile. Giocatori esperti e rodati non devono essere tenuti per forza mesi in panchina, e questo vale specialmente per gli ultimissimi che si stanno aggiungendo. Ormai gli impegni si infittiscono e la Champions minaccia un grosso ostacolo esterno. Che questa alquanto balorda partita con il Cagliari serva come lezione di umiltà per tutto l’ambiente (le parole del mister evidentemente non sono state recepite…) e come sprone a Conte per accelerare, razionalmente, i tempi e mandare in campo un undici ottimale, al di là di consuetudini, remore e gratitudini assolutamente fuori luogo.
1° giornata 23 agosto 2025
L’EVOLUZIONE DEI CAMPIONI
Quanto preventivato da amici e nemici si è puntualmente verificato alla prima uscita dei tetracampioni azzurri: un Napoli forte e cinico e un Sassuolo inadeguato a contrastarlo. La partita è stata dominata dagli ospiti (che sembravano giocare in casa per la presenza della terza Sicilia) dall’inizio alla fine con accelerazioni e posssesso palla che hanno ridotto al minimo la caparbia reazione delle vittime neopromosse, coprendo qualche solita défaillance difensiva che i cambi a disposizione possono sanare in fretta. Ciò non è casuale perché è la risultante della crescita degli elementi interni (società che bada anche all’aspetto tecnico; allenatore maggiormente stimato e ascoltato dai giocatori con il coinvolgimento dei nuovi importanti arrivati) e della consapevolezza della tifoseria di costituire un fattore determinante per i futuri successi (vedi striscione della curva). In tal modo vi sono segnali di una evoluzione dei campioni in vista dei cimenti e delle ambizioni ad essi collegate. Se l’armonia continua (non conviene a nessuno che si interrompa!) pure gli immancabili accidentali, colposi o dolosi rovesci di fortuna potranno essere assorbiti e neutralizzati. Ecco il percorso che chi vuole diventare uno “squadrone” deve fare per la gloria non solamente sportiva… Auguri pertanto a tutti i responsabili di questa cavalcata nell’anno che precede il centenario per celebrarlo nel modo più entusiasmante possibile.












































































