Una nostra leale e preparata collaboratrice ha pubblicato sul Face Book questo post a commento di una delle date più letali della storia umana: l’anniversario del 14 luglio 1789.
Esso riguarda i giudizi di tre personaggi della storia capaci di intendere quello che rappresentava sostanzialmente la Rivoluzione. Riportiamo i loro pensieri, pubblicato nel post, con i loro ritratti e qualche chiosa.
Henri du Vergier conte de La Rochejaquelein, generale vandeano
“E’ tipico della plebe combattere quando si è certi della vittoria; è prerogativa borghese farlo quando si possono capovolgere le sorti di una battaglia; è solo di un’élite aristocratica combattere quando tutto sembra perduto, nella certezza di fare il proprio dovere”.
Con buona pace di quelli che vorrebbero muoversi solo quando la maggioranza fornisce le desiderate garanzie…
Riferimenti generici: https://it.wikipedia.org/wiki/Henri_de_La_Rochejaquelein
Antonio Luigi Raffaele Capece Minutolo, principe di Canosa
“La scelta Controrivoluzionaria obbliga ad una rinuncia totale ai compromessi col mondo moderno, tanto nella vita personale e privata, quanto in quella politica, sociale ed intellettuale.
Antonio Luigi Raffaele Capece Minutolo (1768-1838), principe di Canosa, incarnò alla perfezione tale integrità, scontrandosi sia con la Rivoluzione che con la maldestra Restaurazione avvenuta nel Regno di Napoli e nel resto d’Europa.
Il Principe era infatti un fautore della monarchia tradizionale, fondata sui corpi intermedi e sulla sussidiarietà, in un’epoca storica in cui l’unica risposta alla Rivoluzione dilagante, sembrava essere una Restaurazione in senso assolutistico e illuminista.
Nel 1799, in vista dell’invasione franco-giacobina di Napoli, Capece Minutolo armò i “lazzari”, eroici popolani che per quattro giorni (dal 20 al 23 gennaio) insorsero nel nome di Dio e del Re contro gli invasori.
Egli, però, non era solo un Realista, bensì un Controrivoluzionario e un cattolico devoto e questo non gli consentì di rinunciare alla denuncia delle infiltrazioni modernistiche nello Stato, anche quando questo era guidato da un Re a cui era leale.
L’integrale coerenza del Principe Antonio Capece Minutolo sia di monito a quanti si illudono di poter ottenere facili vittorie “reazionarie” avvalendosi di taluni seducenti mezzi della Rivoluzione. La vittoria della Controrivoluzione è scritta nella Storia e quando avverrà sarà totale e definitiva, ottenuta per intercessione della Beatissima Vergine Maria. La tranquilla speranza che questa certezza infonde deve indurci a combattere, ognuno dal proprio posto di battaglia, integralmente e senza compromessi, per contribuire ad avvicinare il giorno della vittoria finale.”
Un personaggio adamantino e poco noto e poco considerato, anche ai suoi tempi, quando le vittime della Rivoluzione da lui avrebbero potuto individuare e seguire la strada per il suo annientamento...
Riferimenti generici: https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Capece_Minutolo
Plinio Correa de Oliveira
“Se la Rivoluzione è il disordine, la Contro-Rivoluzione è la restaurazione dell’Ordine. E per Ordine intendiamo la pace di Cristo nel regno di Cristo. Ossia la Civiltà cristiana, austera e gerarchica, sacrale nei suoi fondamenti, anti-egualitaria e antiliberale.”
Un vero gigante della lotta alla Rivoluzione, nostro contemporaneo, scaltramente quasi cancellato dai mass media. Anche qui con buona pace di quelli che vorrebbero vincere una guerra escatologica e soprannaturale con le armi dell’umana convenzione…
Riferimenti generici: https://it.wikipedia.org/wiki/Plinio_Corr%C3%AAa_de_Oliveira




