ALLA RICERCA

DELLA MEMORIA PERDUTA

S. GIORGIO A CREMANO ALL’AVANGUARDIA

I network identitari stanno orgogliosamente diffondendo e commentando la bellissima notizia del cambio odonomastico nella piazza principale della città di San Giorgio a Cremano che ha licenziato l’usurpatore, giuridico e culturale, Vittorio Emanuele di Savoia per sostituirlo con uno dei sovrani legittimi di Napoli, Carlo di Borbone.  I complimenti vanno doverosamente al primo cittadino Giorgio Zinno che segue in questo encomio un suo predecessore, Aldo Vella, che riuscì a scalzare lo straniero e losco Garibaldi nella piazza dedicata finalmente a un suo famoso e amato figlio, nato proprio lì, Massimo Troisi.

A ben vedere questo secondo intervento toponomastico è palesemente più forte nel suo significato profondo perché tutto rivolto alla storia territoriale che vicende poco edificanti avevano sicuramente mistificata. Da una parte un re mai interessato alla zona, che parlava francese, macchiato del sangue degli operai di Pietrarsa   e dei “briganti” e che dette la stura all’assolutamente sconosciuta emigrazione della popolazione locale. Dall’altra un re tutto dedito alla valorizzazione tradizionale della provincia napoletana, come del resto del regno, con San Giorgio compreso nello spettacolare comprensorio del Miglio d’Oro e stretto tra due regge in cui era amministrato lo stato borbonico.

C’è un’anima dietro questa storica delibera del comune che ha preparato a puntino tutto ciò, l’assessore Pietro De Martino che da anni percorre le piste frastagliate della nostra identità non solo nel territorio sangiorgese, in proficuo contatto con Aldo Vella. Lo abbiamo intervistato in vista delle cerimonia ufficiale che consacrerà quella che tutti i cittadini del posto chiamavano “piazza municipio” in Piazza Carlo di Borbone. A tal proposito sovviene un aneddoto assai significativo. Lo scrivente, pervicace correntista dell’ormai estinto Banco di Napoli che sorge sulla piazza, anni addietro ricevette una comunicazione ufficiale sui carta intestata: Banco di Napoli, Filiale di Piazza Municipio, S. Giorgio a Cremano. Proprio così. La vox populi aveva contagiato anche qualche sprovveduto funzionario con questo evidente errore, poi naturalmente emendato. Ciò vuol dire che c’è qualcosa dentro di noi napolitani ( come per secoli hanno appellato tutti gli attuali meridionali continentali) che ci induce a trasgredire certi diktat culturali assolutamente indigesti e indigeribili. A Napoli sono numerosi dal “rettifilo” (e non Corso Umberto I) alla “ferrovia” (e non piazza Garibaldi).

De Martino è stato capace di interpretare questo recondito sentimento per partire nella crociata contro le targhe savoiarde che per anni hanno offeso la memoria dei nostri antenati. Lo abbiamo incontrato in Villa Bruno, l’ex Fonderia Righetti  dove Canova forgiò le statue dei Borbone di fronte al palazzo reale di Napoli, tutto pimpante per la soddisfazione di aver vinto l’ardua sfida Borbone vs Savoia. Senza alcuna subornazione monarchica ma con completo rispetto per la storia locale ci ha parlato del complesso iter burocratico conseguente al cambio odonomastico per le necessarie variazioni anagrafiche. Questo è uno dei punti meno conosciuti da quelli che giustamente si augurerebbero il ribaltamento degli obsoleti personaggi risorgimentali dalle vie e dalle piazze di tutto il Mezzogiorno. Pastoie legislative frenano purtroppo la buona volontà degli amministratori. Ecco perché va ancor più lodato l’operato del comune di S. Giorgio a Cremano. Un paio di mesi saranno comunque sufficienti per poter ufficializzare il cambio del nome. Nel nuovo anno si organizzerà la data tenendo conto delle esigenze popolari che devono essere collocate al primo posto. Quindi un giorno semi lavorativo con coinvolgimento delle scuole superiori. Un sabato sarebbe l’ideale. Al mattino un incontro culturale sull’illuminato Re Carlo, seguito da un corte in piazza dove scoprire la sospirata lapide nel tripudio di quelli che conoscono la vera storia. Suggeriremmo anche qualche ora di preparazione per le scuole invitate magari con distribuzione di un opuscolo sulla figura di  Carlo, il diciottenne che seppe riscattare un regno e che ha quindi tutte le possibilità di suscitare immediata simpatia ai ragazzi.

Salutiamo e ringraziamo l’assessore con la promessa della nostra totale disponibilità al tanto ancora da fare per rendere il più che possibile efficace la sua battaglia culturale che è naturalmente anche la nostra.

Vincenzo Gulì