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UN PO’ DI CHIAREZZA OPERATIVA NEL MONDO IDENTITARIO

L’entusiasmo dei neofiti non concede spesso possibilità di analisi in maniera che i luoghi comuni diventano obiettivi imprescindibili e immediati. Sul sito del P2S vari articoli, come i due indicati in parentesi (http://www.parlamentoduesicilie.eu/wordpress/?page_id=5332

http://www.parlamentoduesicilie.eu/wordpress/?s=ma+l%27unione+fa+  ) trattano la questione trita e ritrita dell’ “organismo al di sopra delle parti che dovrebbe riunire tutti i gruppi identitari”.

Invece di domandarsi perché ciò non è mai avvenuto o scoprire che è già avvenuto ma è stato sabotato, ci si impegna nell’aporia insolubile, ma tanto seducente, di inventare… l’acqua calda, riproponendo il déjà vu.

Il P2S è lo strumento nato proprio per superare questa impasse tormentosa. Nacque dalla consapevolezza che nessuna sigla potesse raccogliere tutte le altre  e la determinazione a ricercare nell’azione comune su specifici obiettivi condivisi l’unica strada per far lottare assieme gruppi e associazioni differenti. In tal modo questi ultimi salvaguardavano la propria autonomia e libertà di scelta, partecipando solo alle battaglie approvate.

Il sabotaggio è avvenuto con la creazione di altri “parlamenti” con tutt’altre mire per confondere i nuovi simpatizzanti.

Le grosse manifestazioni come le giornate della memoria del 17 marzo e del 13 giugno oppure quella meravigliosa di ieri 22 gennaio, per onorare per la prima volta i Lazzari,  hanno dimostrato la linea di condotta del P2S e degli aderenti.

Però è tempo ormai di risolvere due grandi perplessità persistenti.

La prima riguarda l’impudenza di invitare il P2S in organizzazioni tese a riunire tutti. Ciò vuol dire che o non si è capito la sua essenza o la si è bocciata con tutti i suoi responsabili. Che senso ha allora invitarli? Se non sono stati “buoni” a condurre il P2S cosa potrebbero fare di utile in altri consessi?

La seconda concerne la costante partecipazione di persone singoli e gruppi alle attività del P2S ma da esterni, cioè senza nemmeno chiedere la Carta d’Identità Duosiciliana che, praticamente gratis, sancisce la volontà di collaborare. E’ come se si apprezzassero le sue attività ma si serbassero insuperabili remore a farne parte, pur con tutta l’autonomia e la libertà sopra evidenziata.

Per questi due problemi ci sono queste risposte, discusse dai dirigenti nella loro ultima seduta del 14/1/2017:

  • ogni invito al P2S di entrare in organismi “meglio rappresentativi” sarà considerato un giudizio negativo sul suo operato e debitamente ricusato
  • ogni evento da altri organizzato avrà la presenza ufficiale del P2S solo se si avrà la volontà di entrare a farne parte, sia per gli organizzaori sia per gli aderenti già invitati diverse a tesserarsi.

Per questi ultimi c’è da aggiungere che il rifiuto di aderire al P2S equivale a non voler lottare fianco a fianco con i suoi personaggi più in vista. Quindi non è opportuno nè conveniente trovarseli accanto in occasione di avvenimenti a cui è stata sollecitata la loro presenza.

Naturalmente, a puro titolo personale o come osservatori,  i membri del P2S potranno a discrezione partecipare ad attività in cui non sarà ufficialmente presente il P2S.

Concludendo e riassumendo:

  • chi cerca l’unione venisse nel P2S a realizzarla
  • chi gradisce la collaborazione del P2S se la assicurasse iscrivendosi nel Gran Libro dei Cittadini delle Due Sicilie.

 

Il Presidente

Vincenzo Gulì

P.S. il link di questo documento sarà postato a chi omettesse di leggerlo ravvivando le perplessità discusse.