fola7sett7 settembre 1860. Esattamente 153 anni fa il filibustiere Garibaldi, sorretto dalla massoneria e dalla camorra, entrava nella capitale del più bel regno del mondo . Un uragano di bugie ha preparato e seguito le sue “gesta” sino a plagiare del tutto la maggioranza degli odierni meridionali. Ma un altro 7 settembre di 20 anni fa un gruppo di ardimentosi (mischiati fisiologicamente a qualche squallido ipocrita) si riunì con Riccardo Pazzaglia al Borgo Marinari per rialzare le antiche bandiere e l’orgoglio  di un popolo quasi distrutto. Nacquero così quei neo borbonici che oggi sono più vivi ed attivi che mai!

Nell’immagine uno dei quadri arci-falsi che vorrebbero far pensare all’entusiasmo popolare per l’ “eroe”. Invece furono i mediocri camorristi di Salvatore De Crescenzo (Tore ‘e Criscienzo) a inscenare qualche manifestazione terrorizzando i passanti che non riuscirono a scappare.

Nella foto n.1 c’è Riccardo Pazzaglia, coniatore del termine neo-borbonico, che dalle colonne de Il Mattino chiamò a raccolta quelli che conoscevano (almeno un po’ la storia ) per vedersi al ristorante La Scialuppa sotto il Castel dell’Ovo “per parlare male di Garibaldi” nel giorno del suo infausto avvento nella capitale duosiciliana. Lo scrivente Vincenzo Gulì era presente assieme a quasi cinquecento persone (che fecero saltare la capacità ricettiva del locale all’aperto) da cui si originò il nucleo che oggi si riconosce nei Neo Borbonici Attivisti che sono autori di questa storia a puntate.

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2. Riccardo insegna a cantare l’inno delle Due Sicile da lui scritto su musica di Paisiello

A Gaeta l’11 febbraio 1994 primo grande raduno di filo borbonici e neo borbonici della storia. Riccardo Pazzaglia aveva pronte le parole dell’Inno delle Due Sicilie composto in musica da Giovanni Paisiello nel 1787. Nella hall dell’albergo lungo il mare vi fu una grande lezione di musica e canto che fece in pratica nascere gli Attivisti nel mondo neo borbonico. Le parole dell’inno sono attuali e fiere e spronano al riscatto e non alla nostalgia gli i discendenti dei duosiciliani. Di seguito si riportano per comodità con un video fatto proprio per divulgarle. I popoli hanno la storia, la bandiera e l’inno. Se vogliono risorgere guai a dimenticarsi uno solo di questi elementi. Da notare nella foto 2 le coccarde rosse con giglio per la prima volta esibite in ricordo degli eroi chiamati briganti che oggi tanti, taluni indegnamente, ostentano credendo d’vaer scoperto l’acqua calda…

INNO DELLE DUE SICILIE

Mus.G.Paisiello Testo R.Pazzaglia

Dio ti salvi, cara patria
che ti distendi in questo antico mare d’eroi,
millenaria culla del pensiero
che nacque in Grecia
e in questa terra rifiorì.
Cancellata dalla Storia,
le tue bandiere vengono rialzate da noi.
Sulle sacre torri di Gaeta
scriviamo ancora
la parola: “Dignità”.

Soldato del Volturno
che cadesti qui,
nessuno per cent’anni
il nome tuo scolpì.
Dai figli che visti non hai
l’onore tu riavrai.

Ritornati dal passato,
chi in noi crederà stavolta vincerà.
Va avanti, tamburino,
suona come allor:
assente la fortuna
non mancò il valor.

Il Fato che un dì ci tradì
adesso ci riunì.
Ritornati dal passato,
chi in noi crederà
stavolta vincerà
.

Altre immagini di quella fantastica giornata di Gaeta:

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3. Riccardo dirige il gran finale: …adesso ci riunì!

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4. Ovazione finale

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5. inizia la storia dell’attivismo neo borbonico